Cosa indossava una donna del 1300

La figura del sarto per abiti nasce nel XIV secolo, epoca in cui si assiste ad una rivoluzione della moda: l’abbigliamento comincia a rivestire notevole importanza dal punto di vista sociale ed il costume si arricchisce di movimento e scioltezza, si ravviva di particolari e si comincia a prestare maggiore attenzione alla qualità dei tessuti.

Sempre al XIV secolo risalgono le leggi suntuarie, un prezioso documento per la conoscenza della moda in ogni tempo, in cui vengono limitati l’uso di tessuti pregiati e l’ostentazione del lusso e in cui vengono disposti specifici obblighi a livello di costume per determinati gruppi sociali.

Un abito femminile di fine 1300 aveva i seguenti caratteri distintivi:

  • La linea è allungata e gli abiti spesso presentavano delle aperture sui fianchi;
  • Lo spacco a V era posizionato sull’addome in modo da risaltare la sottoveste o la pettorina, generalmente molto decorate;
  • La scollatura era profonda, in quadro o a punta;
  • Il segno della vita era sollevato e la gonna era bellissima, ampia, decorata sapientemente di pieghe e spesso molto lunga.
  • L’abito base presentava 3 strati di vestiario: una camiciola senza maniche, la sottoveste e la Cottardita.
  • Copricapo tipico era il cercine o mazzocchio: una sorta di rotolo imbottito che nascondeva i capelli e le orecchie, trapunto d’oro e gioielli.
  • Le donne sposate erano sempre a capo coperto, con i capelli acconciati in trecce o code.
  • Le ragazze giovani portavano sui capelli sciolti una ghirlanda.
  • Le calzature tipiche erano: le scarpe solidali con le calze-braghe con la punta all’insù, gli zoccoli con suola di legno.
  • Guanti e ventagli completavano l’abbigliamento femminile assieme a collane tempestate di pietre preziose, fibbie e cinture.

L’Officina dell’Ago è un laboratorio specializzato in creazione di costumi d’epoca per rappresentazioni teatrali ed eventi storici.

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